Omne animal post coitum triste est

 

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Ho lasciato il mio seme in un sacchetto di gomma
nella pattumiera di un albergo. Ho fatto un bel nodo
stretto e l’ho gettato assieme ai fazzoletti sporchi
agli involucri dei saponi, le boccette vuote di doccia schiuma
i mozziconi di sigarette nella cenere, le cartacce con gli appunti
e tutti i miei rifiuti in genere.
Mi hai detto che ti ricordi di me ogni volta che passi
da un cassonetto perché il nostro primo bacio fu proprio
li davanti. Ci tenevamo stretti come gli amanti nei film
muti e abbiamo lasciato che le lingue parlassero frugandoci a fondo.

Non siamo noi, è l’amore stesso che ha bisogno
che qualcuno gli permetta d’esistere, che lo metta al mondo.

 

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Seicento Euro

 

 

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Qual è il valore dei soldi? Cosa si può comprare con la stessa cifra? Tempo fa dovevo vendere la mia auto e mi sono reso conto che il valore era ahimè pari a quello di un telefono. Ho pensato che la cosa fosse un po’ curiosa. Questo fatto mi ha spinto a compiere una ricerca, ho cominciato a curiosare i prezzi di alcuni prodotti e il potere d’acquisto nei differenti stati in tutto il mondo. Ne è nata questa poesia che ci dice molto riguardo all’assurdità e alle contraddizioni nelle quali viviamo.

600 €

 

Tredici barili di petrolio
ventisettemilioni di viti.
Trecento etti di prosciutto cotto.
Di crudo duecento quaranta.
Tre anni di farina, burro e olio.
Un iphone.
Tre quintali di verdura.
Due mesi d’affitto in provincia
un volo per Bangkok, New Delhi, Saigon.
Una settimana in Egitto, tutto compreso.
Una stampa di Oswaldo Guayasamìn.
Una mastoplastica additiva
all’ospedale dell’Avana
per un seno soltanto.
Venti grammi di eroina.
Cinquemilasettecentosessanta goldoni
quelli nei pacchi famiglia
al gusto banana.
Una vacca.
Due vitelli.
Ottantacinque galline.
Ottomila bottoni.
Un rubinetto per il lavandino.
Mezzo Schnautzer gigante
due tonnellate di grano
un biglietto per la prima della Scala.
Quasi un container di terra
per le piante.
Una escort; bella pulita ma un po’ esigente.
Quaranta giovanissime puttane thailandesi
albergo compreso.
Un drago di Komodo al mercato nero.
Un divano scomodo di polistirolo
disegnato da uno
che non riesco a dire il nome.
Un martello pneumatico.
La parte sopra di una dentiera.
Centoventi spritz
senza alcuna garanzia sulla buona riuscita.
Un posto da clandestino per l’Italia
su una nave in partenza dalla Libia.
Senza alcuna garanzia sulla buona riuscita.
Settanta libri di Agrati
con lo sconto ovviamente.
Un paio di scarpe
quattrocentosessantacinque canzoni in emmepitre.
Una cintura.
Quattrocentosessantacinque chili di polenta.
Ottantacinque menu da Mac Donald:
In Francia, in Spagna, in Oman
in Bahrein, Brunei, in Pakistan.
Nelle Filippine, in Uruguay
nelle Fiji a Dubai, in Azerbaijan.
Un vaccino per più di tremila bambini.
Un vaccino per quasi ventuno cani.
Un sicario
con funzioni solo intimidatorie.

Una forbice d’argento
che tagli la distanza
tra necessario e desiderio.