MACAOpoetrySLAM: presente e futuro

 

Io e Davide Scarty Doc ci eravamo detti più volte che era giunto il momento di proporre un torneo di poetry slam a Milano. Pensavamo fosse fico collaborare con Macao e organizzare un evento che potesse dare visibilità alle differenti voci attive nel panorama della poesia orale incontrate nel nostro cammino.

Abbiamo invitato alcuni poeti e proposto un bando per sceglierne altri. La selezione finale degli slammer è stata pensata cercando di proporre al pubblico la scelta più ampia possibile tra generazioni differenti, sesso, tipi di scrittura, temi affrontati.

24 poeti provenienti da tutta Italia hanno condiviso i loro testi e le loro voci col pubblico accettando lo scomodo meccanismo della votazione, partecipando ad un gioco nel quale abbiamo deciso di premiare “il primo” e “l’ultimo” classificato con l’intento di dare un segnale chiaro contro la competizione e a favore del gioco.

La risposta è stata entusiasmante da subito; dagli invitati, dalle richieste di partecipazione ricevute, dal pubblico.

E ora possiamo dire senza ombra di dubbio che è stato un successo!

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Un’affluenza rara per un incontro di poesia auto prodotto, senza Festival o budget alle spalle; tre gare con una media di centosessanta persone ad evento ed una finale con più di duecento spettatori.

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I numeri non servono per tirarcela ma per capire che oggi è davvero possibile raccogliere una partecipazione entusiasta e coinvolgente attorno ad un evento di poesia. Si perché stiamo parlando di poesia. Non di un concerto o di uno spettacolo teatrale ma di un evento di poesia.

Volevamo dunque avvisarvi che non ci fermeremo qui!

 

Lavoreremo presto alla prossima stagione e potrete seguire gli sviluppi e il nuovo bando per partecipare sulla pagina di MACAOpoetrySLAM

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Facciamo dunque i dovuti ringraziamenti a tutti i poeti che ci hanno regalato le loro voci:

Ada Crippa, Eugenia Galli, Sergio Garau, Barbara Giuliani, Emanuele Ingrosso, Marko Miladinovic, Simone Savogin, Gianmarco Tricarico, Filippo Balestra, Arsenio Bravuomo, Alessandro Burbank, Francesca Gironi, Rebecca Maslowsky, Piero Negri, Alfonso Maria Petrosino, Enrico Pittaluga, Lorenzo Bartolini, Luca Bassi Andreasi, Matteo Di Genova, Andrea Fabiani, Mario Andrea Frighi, Davide Galipò, Francesca Pels, Ciccio Rigoli.

Un grazie a Manuela Casiraghi di Macao per avere creduto da subito al progetto, ad Andrea Piazza, impareggiabile notaio scelto a caso dal pubblico ad ogni appuntamento, ad Alberto Brevi per aver documentato l’evento con le sue fotografie e alla LIPS, la lega italiana poetry slam.

Agli sponsor che ci hanno egregiamente sostenuto:

SLAMcoworking

il primo Coworking di Milano dedicato all’editoria e allo spettacolo che ha messo a disposizione il premio per il primo classificato e per tutti i finalisti: un carnet di ingressi per utilizzare la scrivania, gli spazi e tutti i servizi connessi.

Minamoro

Mina gira per la città con la sua bicicletta per portare torte e dolci; offrendo il “biscottone”, fatto con l’impasto di venti biscotti, ha fatto felici gli “ultimi” classificati, o per meglio dire i poeti che non hanno conquistato il favore della giuria della serata.

Santeria Paladini 8

Che ha organizzato il Santeria open mic + secret guest, una serata di microfono aperto che ha ospitato uno dei poeta  in gara , la sera dopo ogni Slam di Macao, fornendo l’occasione di un reading agli slammer venuti da lontano per far conoscere la loro voce oltre i 3 minuti a turno previsti dalla gara.

Ci vediamo l’anno prossimo!

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Mi piacerebbe dirvi una cosina

 

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Volevo dirvi una cosa.

Bisogna che la dica a qualcuno perché quando mi capitano delle cose belle poi sono cosi contento che devo dirle a tutti. Vi confesso che a volte questa attitudine può rappresentare un problema, ma del resto bisogna imparare ad accettarsi quando non si riesce a migliorarsi.

Sono stato invitato al Festival Internazionale di poesia di Barcellona e questa è una cosa davvero molto bellissima. Molto, molto bellissima.
È andata così: io ho mandato una mail molto gentile agli organizzatori con scritto: m’invitate?
E loro mi hanno risposto: si ti invitiamo.
Vi giuro, è andata così.

Il 16 maggio dunque, leggerò nel Palau della Musica che è un posto che se andassi al botteghino per fare il biglietto per entrare non mi ci farebbero mica entrare!

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Poi però ho scoperto un’altra cosa.

Ho scoperto che non ci sono tanti poeti invitati come immaginavo per un posto del genere; siamo solo in cinque. E poi ho scoperto che tra quei cinque ci sono solo due uomini. E infine ho scoperto che uno di questi due uomini è Billy Collins. Cioè Billy Collins. Salirò su un palco a leggere con Billy Collins.

Chi cazzo è Billy Collins?

 

La domanda è più che legittima per chi non si occupa di poesia, tanto più per chi non legge poesia moderna. Ma cercherò di spiegarvi come come mi sento, con delle similitudini:

Salire su un palco con Billy Collins è come per un fan dei film trash anni ottanta ricevere un invito a cena da Jerry Calà, è come se uno stercorario trovasse una cacca enorme nel prato, come fare l’amore con la pornostar che ha illuminato la tua adolescenza, fare una cantatina con Jim Morrison, una cannetta con Bob Marley, una biciclettata con Pantani, una strimpellata con Sting, la settimana enigmistica con Stephen Hawkings.

Insomma gli farò firmare un suo libro facendo finta che è per un mio amico, e quando mi chiederà il suo nome gli dirò: Paolo Agrati. Con la faccia più scema che ho.