Omne animal post coitum triste est

 

Progetto senza titolo-1.jpg

 

Ho lasciato il mio seme in un sacchetto di gomma
nella pattumiera di un albergo. Ho fatto un bel nodo
stretto e l’ho gettato assieme ai fazzoletti sporchi
agli involucri dei saponi, le boccette vuote di doccia schiuma
i mozziconi di sigarette nella cenere, le cartacce con gli appunti
e tutti i miei rifiuti in genere.
Mi hai detto che ti ricordi di me ogni volta che passi
da un cassonetto perché il nostro primo bacio fu proprio
li davanti. Ci tenevamo stretti come gli amanti nei film
muti e abbiamo lasciato che le lingue parlassero frugandoci a fondo.

Non siamo noi, è l’amore stesso che ha bisogno
che qualcuno gli permetta d’esistere, che lo metta al mondo.

 

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4 Pensieri su &Idquo;Omne animal post coitum triste est

  1. la poesia ha la sua validità, non lo nego e anche una certa ironica bellezza, ma lo sperma, è prezioso, è il tramite della vita e non va trattato con questa superficialità, come cosa da buttare.
    Prusso

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    • Ciao Alessandro, grazie del commento, mi pare sia chiaro che il sacchetto di gomma sia un preservativo. Lo sperma viene gettato a causa di una masturbazione o un atto sessuale che non è terminato con l’inseminazione. La poesia dice esattamente quello che affermi tu e senza alcuna superficialità. Non so chi possa dire di non avere mai “buttato” il proprio sperma.

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